Abstract interventi Coach ICF

Di seguito gli abstract inerenti gli interventi dei Coach iscritti ad ICF Italia , ed in possesso di una credenziale, che con il loro contributo animeranno il “FUORICONFERENZA”.

Prima finestra:“OSSERVAZIONE & DETERMINAZIONE” – MentorGeorg Senoner

Sessione in parallelo “1”– Coach: Sarah Fuligni (ACC)
Titolo di lavoro: “IL CERVELLO: la più potente macchina a disposizione dell’uomo”

La consapevolezza dei meccanismi di funzionamento del cervello è una competenza fondamentale per poter vivere con piena coscienza la propria quotidianità e soprattutto per chi svolge professioni di supporto agli altri. Il cervello: la più potente macchina a disposizione dell’uomo.
Come funziona?
Di cosa si alimenta?
Come si programma?
Come si manutiene?
L’intervento parte da queste domande per introdurre risposte/sollecitazioni/suggerimenti validati scientificamente che consentano di conoscere le potenzialità del cervello, per applicarle nelle relazioni quotidiane connettendole alle competenze di base del Coaching, quali ad esempio l’ascolto attivo, la partnership, la capacità di porre domande.
L’obiettivo è condividere le conoscenze di base su com’è fatto il cervello, come funziona e quali siano delle buone regole per la sua “manutenzione”.

Sessione in parallelo “2”- Coach: Vito Abrusci (ACC)
Titolo di lavoro: “AGILE & COACHING: costruzione di organizzazioni ad alte prestazioni”

Le organizzazioni tradizionali tendono ad essere meccaniche, gerarchiche e lineari mentre le organizzazioni agili hanno il grande vantaggio di essere organiche: bilanciano la stabilità con il dinamismo e possono adattarsi ad un futuro in continua evoluzione e imprevedibile.
Per mantenere l’Agilità, va costruito un ecosistema ispirato da una visione chiara e che abbia due poli: uno che supporti il lavoro di squadra e l’altro che incoraggi le relazioni fra le persone per individuare i propri obiettivi e perseguirli insieme. Entrambi i poli devono agire in sinergia per formare un’organizzazione ad alte prestazioni. Il Coaching supporta esattamente queste dinamiche.
Il successo diventa quindi frutto della continua comunicazione fra le persone: i Team più efficaci sono quelli in cui l’insieme di tecnica, valori, personalità e comportamenti diventano oggetto di miglioramento e sviluppo continuo, anche grazie al Coaching.

Seconda Finestra: “CREAZIONE & RELAZIONE” – MentorAndrew Parsons

Sessione in parallelo “1”– Coach: Laura Belluco (PCC)
Titolo di lavoro: “ECOLOGIA DELLE RELAZIONI”

Viviamo nell’era delle relazioni. E tutti noi sappiamo quanto sia importante vivere un rapporto sano con se stessi, con gli altri e il mondo. Le relazioni umane creano un vero e proprio ambiente che ci circonda e nel quale siamo immersi, in cui concetti di sostenibilità ed entropia sono presenti al pari che in quello naturale.
Esistono relazioni facili e complicate, che ci nutrono o ci intossicano, ma se adottiamo una mentalità ecologica nelle nostre relazioni potremo scoprire che possiamo trasformare situazioni critiche in nutrimento veloce per la nostra crescita, espandendo da un lato la consapevolezza personale e dall’altro migliorando rapidamente la qualità della relazione in gioco.
Durante il workshop introdurremo i principi che sottendono al Voice Dialogue di Hal e Sidra Stone – metodo di matrice junghiana – che rappresentano in questo senso una chiave di lettura e una risposta concreta all’adozione di un mindset relazionale ecologico, che si ritrova per certi aspetti nelle 4 leggi fondamentali dell’ecologia del biologo ed ecologo statunitense Barry Commoner.
Il workshop sarà teorico ed esperienziale.

Sessione in parallelo “2”- Coach: Daniele Mattoni (PCC)
Titolo di lavoro: “APPROCCIO EGOLESS E COACHING”

La capacità di riconoscere e di mettere in sordina il proprio ego (mettendo tra parentesi le proprie idee e i propri  modi usuali di pensare) è la capacità fondamentale di un Coach.
Solo se si è genuinamente aperti a uno stato di non conoscenza si può efficacemente accompagnare i propri coachee nella individuazione di proprie risposte e soluzioni.  A questa capacità sono associate anche:
La co-creazione della relazione di coaching
Il linguaggio pulito (o neutro)
La gestione del silenzio
La presenza nel “qui ed ora”
L’ascolto empatico
La finalità dell’intervento è di fornire stimoli che aiutino i partecipanti a osservare e riconoscere il proprio ego, per rafforzare la propria presenza nel “qui ed ora” della relazione.
L’intervento alterna momenti di speech, a domande potenti, a brevi esercizi (individuali o a coppie).

Ci sarà anche lo spazio per un esercizio di mindfullness
I partecipanti verranno aiutati a riconoscere i tanti modi in cui il proprio ego si può sottilmente insinuare in una relazione di coaching.

Terza finestra: “ETICA & COMUNICAZIONE” – MentorEnrico Parsi 

Sessione in parallelo “1”– Coach: Barbara Musella (PCC)
Titolo di lavoro: “L”ABBONDANZA SOSTENIBILE – Coaching organizzativo per anticipare i cambiamenti”

Condividere le connessioni tra sostenibilità, arte e profitto; mettere in evidenza il contributo che i coach possono dare al cambiamento di mindset necessario a creare abbondanza in questo mondo VUCA.
Il tema della sostenibilità, prima limitato ad una visione e ad un’applicazione relative ad iniziative ambientali “one shot”, oggi evidenzia un legame profondo con la performance di business: esiste una sempre più profonda connessione tra il successo dell’azienda e l’agire la sostenibilità nella sua più ampia accezione.
Da un approccio ambientalista una tantum, ad un fattore cruciale di successo per le aziende. Il mondo fuori corre velocissimo, e ci chiede di tenere il passo.
E’ chiaro che, all’aumentare del commitment delle aziende verso i temi della sostenibilità, evolve la struttura organizzativa di pari passo.
Tuttavia ancora una buona percentuale delle imprese appare “stuck in the middle”: ovvero non in grado ancora di dotarsi di quegli strumenti tecnici in grado di anticipare il cambiamento.
Il nostro contributo come coach professionisti può portare grande beneficio a questo target di aziende, aiutandole a sbloccarsi, fornendo gli strumenti per anticipare il cambiamento e farle uscire dall’angolo.

Sessione in parallelo “2”- Coach: Pierpaolo Muzzolon (ACC)
Titolo di lavoro: “CAMBIARE È POSSIBILE (con un mindset dinamico, obiettivi raggiungibili e grinta)”

L’intervento partirà dal modello di Carol Dweck la quale, nel corso delle sue ricerche a Stanford, ha scoperto che il cambiamento ha a che fare con la visione che abbiamo della nostra personalità.
Un mindset statico (“fixed mindset”) presuppone che il nostro carattere, l’intelligenza e la creatività non possano significativamente cambiare.
Un mindset dinamico (“growth mindset”) si sviluppa grazie alle difficoltà e considera un fallimento non come una prova di mancanza di intelligenza, ma come una molla per accrescere le nostre abilità.
La difficoltà di sostenere il cambiamento nel tempo e il contrasto con quello che noi immaginiamo debba essere il cambiamento può risultare frustrante fino al punto di farci abbandonare ogni sforzo.
Prenderemo allora in considerazione un modello alternativo per raggiungere i nostri obiettivi.
Abbandonata ogni visione grandiosa e radicale, frammenteremo il cambiamento come fossero mattoncini del Lego.
Angela Duckworth ha sostenuto che la grinta può essere sviluppata ed è importante almeno quanto il QI nel predire il successo scolastico. Ciò che distingue i grandi artisti, ha scoperto, è stato in gran parte il modo in cui hanno elaborato sentimenti di frustrazione, delusione o persino noia.

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