Il pensiero di Fabrizio Bresciani

Ho sempre vissuto la nostra conferenza come un momento di aggregazione e di confronto. Per me, far parte di una community come quella di ICF Italia ha un grande valore, altrimenti non avrei mai accettato la presidenza. E mi piace l’idea che in realtà la community è molto più grande. Nel mondo ICF conta più di 35.000 associati, tutti uniti intorno a due pilastri: un codice di condotta e 11 competenze chiave del coach.

ICF ha sempre messo al centro la persona (il Cliente), chiedendo ai coach associati di esprimere al meglio un concetto di salvaguardia e di qualità, in particolare in contesti in cui la professione viene esercitata anche da persone non esperte.
La formazione continua, richiesta da ICF per riconoscere credenziali di professionalità, il rispetto del codice di condotta e il possesso delle competenze chiave (differenziate per livelli di esperienza) sono la principale garanzia per i nostri Clienti, non solo in Italia, ma in un tutto il mondo. Una grande cosa, che non possiamo ripeterci abbastanza.

Io vedo la conferenza di Firenze come un appuntamento di riflessione e di apprendimento individuale e condiviso.  Crescere e far crescere per solidificare ancora di più i due pilastri di ICF. Per il futuro del coaching, per il futuro di tutti, oltre il tempo.

Non vedo l’ora di stare tutti insieme a Firenze (25/26 ottobre)

PS – Info per i coach ICF: Durante la conferenza potete raccogliere più di 8 crediti del tipo CC.

Abbiamo nella testa un computer straordinariamente potente, non troppo veloce.

Daniel Kahneman

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